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Non c’è solo lo STEM: cosa sono e a cosa servono le discipline SCALE

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La distinzione fondamentale non risiede tanto negli oggetti di studio - che spesso si sovrappongono - quanto nel metodo, nell’approccio alla conoscenza, nel modo stesso di interrogare la realtà

Nel dibattito contemporaneo sulla conoscenza, gli acronimi STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics – Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) e STEAM (con l’aggiunta delle Arti) hanno conquistato un dominio quasi incontrastato. Rappresentano l’ossatura dell’innovazione tecnologica, il linguaggio delle competenze del futuro, il paradigma dominante dell’economia della conoscenza. Eppure, proprio le radici profondamente umanistiche della cultura europea – quella tradizione millenaria di pensiero filosofico, quella tradizione giuridica che dal diritto romano si sviluppa attraverso i secoli, quella sensibilità artistica che ha prodotto capolavori dall’antichità al Rinascimento, quella riflessione sociale che da Aristotele ai moderni interroga la società – richiedono un modello alternativo e complementare.

Un acronimo che germina da radici umanistiche

Da questa consapevolezza nasce il paradigma SCALE: Social Sciences, Communication Studies, Arts, Law, Economics (Scienze Sociali, Scienze della Comunicazione, Arti, Diritto, Economia). Non è un’alternativa a STEM bensì il suo naturale completamento. Un sistema concettuale che riconosce alle scienze sociali, alle scienze della comunicazione, alla letteratura e alle arti, alle scienze giuridiche ed economiche la medesima dignità e la stessa rilevanza strategica delle discipline tecnico-scientifiche.
 
L’acronimo stesso rivela significati multipli. “Scalare” – dal latino scala, gradino – evoca il movimento di salita, l’attraversamento progressivo di livelli crescenti di complessità. È la metafora perfetta per descrivere il percorso conoscitivo che le discipline SCALE rendono possibile: una salita graduale verso la comprensione dei fenomeni umani, sociali, culturali ed economici che definiscono la nostra epoca. Ogni “gradino” rappresenta un livello di analisi, una prospettiva disciplinare, uno strumento interpretativo. Solo salendo tutti i gradini possiamo raggiungere una visione completa della realtà.
 
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